Il custode dell’angelo. Creare Simboli ogni giorno è impossibile.
A Montmartre
ritaglio con piccole forbici la notte
e la regalo
sotto forma di mirabili silhouette.
“Questa è la notte di tutti”
dico mentre porgo il profilo ai passanti.
All’alba non c’è più carta nera.
Non c’è più notte.
Non c’è più neanche
un pezzo di cielo da regalare.
Tutto concluso in un magico cerchio.
Ognuno gira
con un pezzo di firmamento in tasca.
Qualcuno ha la notte profonda.
Un altro, più fortunato,
ha un astro lucente.
I distratti si feriscono le mani
con la punta delle stelle.
Il pezzetto di carta cambia colore.
Diventa grigio scuro,
si carica di pioggia,
diventa elettrico
e poi si tinge di azzurro,
come la carta che fasciava lo zucchero.
A volte è un raggio di sole.
Lo estrai dalla tasca,
nella galleria del treno, e ti illumina
come un occhio di fuoco.
Altre volte è un frammento di ghiaccio
che si scioglie in mano.
La vita è un regalo di carta.
Dentro non c’è nulla.
È la carta il regalo.
Ognuno di noi è un pezzo di cielo.
Sergio Bianco
Il custode dell’angelo
;